Guida pratica
Eternit del vicino di casa: cosa si può fare e a chi rivolgersi
La tettoia del vicino perde pezzi, il capannone accanto ha lastre coperte di muschio, frammenti finiscono nel tuo giardino. Prima di arrabbiarsi conviene sapere quali strade esistono, in che ordine percorrerle e cosa aspettarsi.
Aggiornata il 14 ottobre 2026
È una delle telefonate che riceviamo più spesso, e quasi sempre comincia con un po’ di imbarazzo: “Non è casa mia, ma…”. Chi chiama vede dalla finestra una copertura in cemento-amianto che peggiora di anno in anno e non sa se ha il diritto di fare qualcosa, né come farlo senza rovinare i rapporti con chi abita accanto.
Il punto di partenza è chiaro: la legge non obbliga a rimuovere l’amianto solo perché c’è. Obbliga però il proprietario a controllarne lo stato di conservazione e a intervenire quando il materiale è degradato e può rilasciare fibre. Il problema, quindi, non è la presenza della copertura, ma le sue condizioni.
Prima di tutto, guardare bene
Una copertura grigia e ondulata non è automaticamente pericolosa. Prima di agire vale la pena osservare con attenzione, da casa propria e senza entrare nella proprietà altrui, alcuni segnali:
- lastre rotte, crepate o con pezzi mancanti;
- frammenti caduti nel cortile, nelle grondaie o nel tuo giardino;
- superficie molto erosa, sfarinata, con le fibre visibili;
- muschio e licheni diffusi su gran parte della copertura;
- lavori in corso sulla copertura senza alcuna protezione, per esempio pulizia con idropulitrice o tagli con il flessibile.
La guida su quando l’eternit diventa pericoloso spiega come leggere questi segnali. Se vedi qualcuno che lavora sulle lastre con mezzi meccanici a secco, la situazione è diversa: lì il rischio è immediato e conviene segnalarlo subito.
Il primo passo: parlarne
Nella grande maggioranza dei casi il vicino sa di avere quella copertura ma non ha mai approfondito la questione, oppure pensa che costi molto più di quanto costa davvero. Un confronto diretto, senza toni accusatori, risolve spesso più di qualsiasi segnalazione. Può aiutare portare qualche informazione concreta: che la rimozione di una tettoia costa in genere qualche centinaio di euro, che la bonifica rientra nelle detrazioni fiscali, che un sopralluogo è gratuito.
Se le coperture da sistemare sono più di una, per esempio box confinanti o capannoni attigui, proporre un intervento unico conviene a entrambi: un solo piano di lavoro e un solo cantiere abbassano il costo per ciascuno.
Se il dialogo non funziona: la segnalazione
Quando il confronto non porta a nulla e la copertura è davvero in cattive condizioni, si può fare una segnalazione agli enti pubblici. In genere i soggetti coinvolti sono due:
- il Comune, che ha competenza in materia di igiene e sicurezza sul territorio e, attraverso il Sindaco, può emettere un’ordinanza;
- l’AUSL, con il Dipartimento di Sanità Pubblica, che può valutare lo stato di conservazione del materiale e indicare se serve un intervento.
Le modalità cambiano da Comune a Comune: alcuni hanno moduli dedicati, altri accettano una comunicazione scritta via PEC o protocollo. In ogni caso conviene indicare con precisione l’indirizzo, il tipo di manufatto, da quanto tempo lo si osserva e quali segni di degrado si vedono, allegando qualche fotografia scattata dalla propria proprietà.
Cosa succede dopo
Ricevuta la segnalazione, l’ente può chiedere al proprietario informazioni sullo stato della copertura o disporre un sopralluogo. Se il materiale risulta degradato, il Sindaco può ordinare al proprietario di intervenire entro un termine: con una valutazione dello stato di conservazione, con una messa in sicurezza o con la bonifica vera e propria, a seconda dei casi.
I tempi non sono immediati. Tra segnalazione, verifica, eventuale ordinanza e lavori passano spesso mesi, anche perché il proprietario, una volta incaricata un’impresa, deve comunque rispettare la procedura del piano di lavoro con i suoi trenta giorni di preavviso.
Frammenti nel tuo giardino
Se pezzi di lastra sono caduti sulla tua proprietà, trattali come qualsiasi frammento di cemento-amianto: non raccoglierli a mano, non spazzarli, bagnali leggermente e coprili con un telo. Avvisa il vicino per iscritto e, se il problema si ripete, allega l’episodio alla segnalazione. La rimozione di quei frammenti spetta in linea di principio al proprietario della copertura da cui provengono.
Le strade legali
Oltre alla segnalazione esistono strumenti civilistici, ad esempio quando il degrado della copertura altrui causa danni o immissioni nella tua proprietà. Sono percorsi più lunghi e costosi, da valutare con un avvocato. Nella pratica, la combinazione tra dialogo e segnalazione agli enti risolve la maggior parte delle situazioni.
Se la segnalazione arriva a te
Può succedere anche il contrario: ricevi una lettera del vicino, una richiesta dell’AUSL o un’ordinanza del Comune. La cosa migliore è muoversi subito: far valutare la copertura, chiedere un preventivo scritto e, se c’è un termine, comunicare all’ufficio che hai incaricato un’impresa e che il piano di lavoro è in preparazione. Dimostrare di aver avviato la procedura conta molto più di qualsiasi giustificazione.
In questi casi possiamo fare un sopralluogo, una relazione sullo stato della copertura e un preventivo con tempi realistici. Le informazioni su obblighi e sanzioni chiariscono cosa rischia chi non interviene.
Serve un parere su un caso concreto
Al telefono si capisce in due minuti se la situazione richiede un intervento o solo un controllo. La chiamata non costa nulla.