Trenta risposte
Domande frequenti su amianto ed eternit
Sono le domande che riceviamo al telefono ogni settimana, raccolte e messe in ordine. Se la tua non c'è, chiamaci: rispondere è gratis e ci aiuta a capire cosa manca in questa pagina.
- Risposte concrete, senza allarmismi e senza minimizzare
- Riferimenti normativi verificabili
- Indicazioni di prezzo dichiarate come stime
- Specifiche per l’Emilia-Romagna dove le regole differiscono
Domande generali
Ho un tetto in eternit: sono fuori legge?
No. La legge 257 del 1992 ha vietato produzione e commercializzazione dell’amianto, non ha imposto di rimuovere quello già posato. Chi possiede un manufatto in cemento-amianto ha però l’obbligo di controllarne lo stato di conservazione e di intervenire quando il materiale si degrada al punto da poter rilasciare fibre.
Come faccio a capire se è amianto o fibrocemento moderno?
Il primo indizio è l’anno di costruzione: le lastre posate dopo il 1994 non contengono amianto. Dopo di che si guardano il colore grigio cemento, il passo dell’onda, la finitura ruvida e la presenza di marcature sul bordo. Sono indizi, non certezze: la conferma arriva solo dall’analisi di laboratorio.
L’amianto in buono stato è pericoloso?
Una lastra integra, con la matrice cementizia ancora coesa, rilascia quantità trascurabili di fibre. Il rischio nasce dal degrado e dalle azioni meccaniche: rotture, tagli, calpestio, lavaggi a pressione, urti. Il problema, dopo cinquant’anni, è che di lastre davvero integre ne restano poche.
Ogni quanto va controllato un manufatto lasciato in opera?
Non esiste un intervallo unico valido ovunque: dipende dal tipo di materiale, dalla sua collocazione e dall’esito della valutazione iniziale. Nella pratica si adotta di norma un controllo periodico documentato, con verbale e fotografie, ripetuto a scadenze ravvicinate quando il materiale mostra segni di degrado.
Costi e tempi
Quanto costa in media rimuovere un tetto in eternit?
Su superfici medie, fra i 100 e i 300 metri quadri, il costo di rimozione, trasporto e conferimento si colloca di solito fra 20 e 30 euro al metro quadro, IVA esclusa. Su grandi superfici scende, su interventi molto piccoli sale anche oltre i 50 euro al metro. La pagina dedicata ai costi riporta tutti gli intervalli.
Perché il preventivo di un’altra ditta è molto più basso?
Nella maggior parte dei casi perché comprende meno cose: manca il conferimento, manca il ponteggio, manca la nuova copertura oppure manca il piano di lavoro. Prima di confrontare due importi bisogna confrontare le voci. Se un preventivo è una riga sola, non è confrontabile con nulla.
In quanto tempo si può fare il lavoro?
Il cantiere in sé dura poco: una tettoia si smonta in mezza giornata, un capannone da mille metri quadri in una o due settimane. Il tempo vero è quello burocratico, perché il piano di lavoro va trasmesso all’AUSL almeno 30 giorni prima. Dalla firma del preventivo si arriva in cantiere di norma in cinque o sei settimane.
Chiedete un anticipo?
Su lavori di una certa dimensione la prassi è un acconto alla firma, un pagamento all’avvio e il saldo alla consegna della documentazione di smaltimento. Le modalità sono sempre scritte nel preventivo, mai concordate a voce.
Il sopralluogo si paga?
No. Il sopralluogo e il preventivo scritto sono gratuiti e non impegnano. Se poi la scelta cade su un’altra impresa, la valutazione resta comunque al proprietario.
Il cantiere
Devo essere presente durante i lavori?
Non per tutta la durata, ma serve un referente raggiungibile al telefono per le decisioni rapide, e la presenza è utile alla consegna, quando si verifica insieme lo stato dell’area e si firma la documentazione.
Il cantiere sporca il cortile o il giardino?
Un cantiere condotto come si deve non lascia residui: le superfici sotto la copertura vengono protette, i frammenti raccolti e le aree aspirate con filtro assoluto a fine lavoro. Al termine facciamo sempre un giro di verifica insieme al committente.
I vicini vanno avvisati?
Non c’è un obbligo generalizzato, ma quando il cantiere interessa un confine, un cortile comune o una strada stretta avvisare in anticipo evita il novanta per cento degli attriti. Nei condomini l’informativa passa dall’amministratore.
Cosa succede se sotto le lastre troviamo una struttura marcia?
Ci fermiamo, documentiamo con foto e proponiamo la soluzione con il relativo costo, prima di procedere. Nessuna variazione viene eseguita senza approvazione scritta. Nel preventivo indichiamo sempre quali sono le variabili che potrebbero emergere.
Potete lavorare senza fermare l’attività della mia azienda?
Nella maggior parte dei casi sì, organizzando il cantiere per campi: si rimuove e si richiude una porzione per volta. Serve concordare le aree da liberare e gli orari. Una fermata totale della produzione è rara.
Situazioni specifiche
Posso rimuovere l’eternit da solo?
In Emilia-Romagna un privato cittadino può autorimuovere piccole quantità di materiale in matrice compatta dalla propria abitazione e dalle pertinenze, seguendo le linee guida regionali e inviando il piano operativo semplificato al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica. Non vale per aziende, non vale per le parti comuni condominiali e non vale quando serve lavorare in quota.
Dove porto le lastre se le rimuovo io?
Non in un centro di raccolta ordinario e men che meno in un cassone di inerti. Il conferimento avviene tramite il circuito di microraccolta organizzato dal gestore dei rifiuti urbani, con imballaggio secondo le indicazioni fornite e prenotazione del ritiro.
Una lastra si è rotta con la grandine: cosa faccio adesso?
Non toccarla e non spazzare i frammenti. Delimitare l’area, tenere lontani bambini e animali, se possibile bagnare leggermente per evitare il sollevamento di polvere e coprire con un telo fissato. Poi chiamare chi può intervenire. La guida dedicata spiega la sequenza nel dettaglio.
Chi paga in condominio?
La spesa sulle parti comuni si ripartisce di norma secondo i millesimi di proprietà, oppure secondo i millesimi d’uso quando il manufatto serve solo alcune unità, come nel caso di una canna fumaria che serve una sola colonna. La decisione passa dall’assemblea.
Posso mettere il fotovoltaico sopra le lastre in eternit?
No. L’installazione comporterebbe forature, calpestio e movimentazione del materiale, cioè esattamente ciò che la normativa vuole evitare. La copertura va prima bonificata: è uno dei motivi per cui molte aziende decidono di intervenire proprio in occasione dell’impianto.
Ho comprato una casa con l’amianto senza saperlo: cosa posso fare?
Dipende da cosa era stato dichiarato in fase di trattativa e dagli atti. Se la presenza era nota al venditore e non è stata comunicata, si entra nel campo del vizio occulto e conviene sentire un legale. Sul piano pratico, nel frattempo, la cosa utile è far valutare lo stato del materiale.
Fate anche solo lo smaltimento se ho già le lastre a terra?
Sì, è uno dei casi più frequenti. Anche il solo ritiro di materiale già rimosso richiede però imballaggio conforme, trasporto autorizzato e formulario: non è un semplice trasloco.
Intervenite anche fuori dalla provincia di Bologna?
Il nostro raggio operativo abituale è la Città metropolitana di Bologna. Per interventi appena fuori confine, per esempio verso Modena, Ferrara o la Romagna, si valuta caso per caso in funzione della dimensione del lavoro.
Documenti, procedure e casi particolari
Quali documenti ricevo a fine lavori?
Copia del piano di lavoro trasmesso all’AUSL, documentazione fotografica dell’intervento, fattura con la voce dedicata alla bonifica e il formulario di identificazione del rifiuto con l’attestazione dell’avvenuto conferimento in impianto. Sono i documenti da conservare per le detrazioni e per un’eventuale compravendita.
Quante lastre posso smaltire da solo con la microraccolta?
In Emilia-Romagna la procedura semplificata per i privati prevede, per le lastre, un massimo di 24 metri quadri (fino a 360 kg) e un totale di 500 kg all’anno per utenza, oltre a limiti specifici per serbatoi, canne fumarie e altri oggetti. Serve un piano operativo semplificato inviato all’AUSL prima di iniziare.
Il vicino ha un tetto in eternit rovinato: cosa posso fare?
Il primo passo è parlarne. Se non basta e la copertura è davvero degradata, si può fare una segnalazione al Comune e all’AUSL, che possono verificare lo stato del materiale; il Sindaco può ordinare un intervento. La procedura è spiegata nella guida dedicata al vicino di casa.
Avete trovato un pavimento in vinil-amianto: devo fermare la ristrutturazione?
Solo nei locali interessati e solo per il tempo necessario. Si fa analizzare il materiale e, se contiene amianto, si programma la rimozione con piano di lavoro, mentre le altre lavorazioni possono proseguire negli ambienti non coinvolti.
Per Imola e Medicina il piano va sempre all’AUSL di Bologna?
No. I comuni del circondario imolese, tra cui Imola, Medicina e Castel San Pietro Terme, fanno capo all’Azienda USL di Imola, che è l’organo di vigilanza competente per il piano di lavoro. Per il committente non cambia nulla: la pratica la gestiamo noi.
In caso di urgenza si può intervenire prima dei trenta giorni?
Sì, quando l’urgenza è reale, per esempio una copertura sfondata che rilascia frammenti. Il piano va comunque trasmesso, con data e ora di inizio. L’intervento urgente riguarda in genere la messa in sicurezza; la bonifica completa può seguire i tempi ordinari.
Posso demolire un fienile con il tetto in eternit?
Sì, ma dopo aver rimosso la copertura in cemento-amianto con piano di lavoro e smaltimento tracciato. Demolire con le lastre ancora in opera significherebbe frantumarle e contaminare tutte le macerie.
Come verifico che un’impresa sia autorizzata?
Sul sito dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali si consulta l’elenco degli iscritti cercando per ragione sociale o codice fiscale. Per le coperture in cemento-amianto serve l’iscrizione nella categoria 10A, con una classe adeguata all’importo dei lavori.
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Gli interventi che seguiamo
Rimozione amianto a Bologna
Bonifica di manufatti in matrice compatta e friabile, con piano di lavoro presentato all’AUSL e conferimento in discarica autorizzata.
Tetti e copertureRimozione tetto in eternit a Bologna
Smontaggio di lastre ondulate di cemento-amianto da tetti di case, capannoni, fienili e tettoie.
Nuova coperturaNuova copertura dopo la rimozione
Sostituzione della copertura rimossa con lamiera grecata, pannello coibentato o manto in tegole.
IncapsulamentoIncapsulamento amianto a Bologna
Trattamento con prodotti certificati quando la lastra è ancora integra e la rimozione non è sostenibile.
SovracoperturaSovracopertura e confinamento
Copertura sopra il manufatto esistente, con notifica ai sensi dell’articolo 250 e gestione del rischio.
Canne fumarieCanne fumarie in amianto
Smontaggio di canne fumarie e comignoli in cemento-amianto in edifici residenziali e condomini.