Prima di decidere, sapere

Analisi e verifica della presenza di amianto a Bologna

Non tutto quello che sembra eternit contiene amianto, e non tutto quello che contiene amianto ha l'aspetto dell'eternit. Quando il dubbio riguarda un intervento importante, l'unica risposta seria è il campionamento con analisi di laboratorio.

  • Prelievo eseguito in sicurezza con sigillatura del punto
  • Analisi presso laboratorio qualificato
  • Referto scritto utilizzabile per pratiche e compravendite
  • Consulenza sul da farsi in base all’esito
Attrezzature e protezioni predisposte per un prelievo controllato

La domanda arriva quasi ogni giorno: come faccio a sapere se è amianto. La risposta onesta e che a occhio si arriva a una probabilità, non a una certezza. Gli indizi utili ci sono e sono descritti nella guida come riconoscere l’eternit, ma restano indizi.

Il momento in cui il dubbio va sciolto con un’analisi è sempre lo stesso: quando dalla risposta dipende una decisione che costa. Un preventivo di rimozione, una compravendita, un cantiere di ristrutturazione, la valutazione di un capannone che si sta per acquistare.

Quando serve davvero

Casi in cui l’analisi è opportuna

  • Fabbricato costruito o ristrutturato a cavallo del 1992
  • Materiali interni non identificabili: pavimenti, controsoffitti, coibentazioni
  • Compravendita o perizia su immobile industriale
  • Cantiere di demolizione o ristrutturazione pesante
  • Contenzioso o richiesta della committenza

Casi in cui si può procedere direttamente

  • Lastra ondulata su fabbricato certamente anteriore al 1992
  • Manufatto già oggetto di precedenti verifiche documentate
  • Situazioni in cui si decide comunque di rimuovere

In questi casi l’analisi aggiunge un costo senza cambiare la decisione: il materiale si gestisce comunque come contenente amianto, che è la scelta prudenziale corretta.

Dispositivi di protezione impiegati durante il prelievo di un campione
Il campionamento è a tutti gli effetti una lavorazione su materiale sospetto: si esegue con umidificazione, protezioni e sigillatura del punto di prelievo.

Materiali meno evidenti che contengono amianto

La lastra ondulata è la punta dell’iceberg. Nel patrimonio edilizio costruito prima del 1992 l’amianto compare in punti che nessuno si aspetta:

  • piastrelle in vinil-amianto e relativi collanti neri, comuni negli uffici e negli edifici pubblici anni Settanta;
  • pannelli e cartoni isolanti dietro i radiatori o nelle nicchie dei contatori;
  • guarnizioni di caldaie, forni e sportelli tagliafuoco;
  • corde e trecce di tenuta negli impianti termici;
  • intonaci e rasature additivate, in alcune produzioni industriali;
  • rivestimenti spruzzati su strutture metalliche a scopo antincendio, che sono la forma più pericolosa perché friabile.

Il materiale friabile richiede procedure di bonifica del tutto diverse, descritte in bonifica dell’amianto friabile.

Come leggere il referto

Il referto di laboratorio indica, per ogni campione, se l’amianto è presente e, quando la tecnica lo consente, il tipo di fibra individuato (crisotilo, amosite, crocidolite e altre). Non serve diventare esperti, ma alcune cose conviene saperle:

  • il referto riguarda il campione prelevato: su manufatti diversi dello stesso edificio possono servire più prelievi;
  • un esito negativo su una lastra non vale automaticamente per un’altra lastra montata in un periodo diverso;
  • per pratiche, compravendite o richieste di enti conviene un referto intestato e con la descrizione del punto di prelievo.

Con un esito positivo le strade sono quelle descritte nella pagina sulla rimozione amianto a Bologna: rimozione, incapsulamento o confinamento, a seconda dello stato del materiale.

Analisi di un campione al microscopio in laboratorio
La microscopia permette di identificare le fibre: è l’unico modo per avere una risposta certa sul materiale.

Il prelievo fai da te non è una buona idea

Rompere un pezzo di lastra per portarlo in laboratorio, magari con un martello, è proprio l’operazione che libera fibre. Il prelievo va fatto bagnando il punto, con protezioni adeguate, e sigillando subito dopo la superficie da cui è stato staccato il campione.

Hai un dubbio e ti serve una risposta certa

Mandaci una foto del manufatto e dicci l’anno approssimativo di costruzione. Se il sospetto è fondato organizziamo il prelievo.

Domande frequenti

Si può capire dalla foto se è amianto?

Si può arrivare a un sospetto fondato, non a una certezza. Alcuni elementi aiutano molto: il passo dell’onda, il colore grigio cemento, i fori di fissaggio, l’anno di costruzione del fabbricato. Ma esistono lastre in fibrocemento ecologico prodotte dopo il 1992 praticamente identiche a vedersi.

Quanto costa un’analisi?

Il prelievo di un campione con analisi di laboratorio si colloca di norma fra 80 e 200 euro a campione, in funzione della tecnica richiesta e del numero di prelievi. Su più campioni il prezzo unitario scende.

Il prelievo danneggia il manufatto?

Serve un frammento piccolo, prelevato in modo controllato con umidificazione preventiva e sigillatura del punto di prelievo. Su una lastra si sceglie un angolo o un bordo. Il fatto che il campionamento sia una lavorazione su amianto è proprio il motivo per cui non andrebbe fatto in autonomia.

Che tipo di analisi viene fatta?

Le tecniche più usate sono la microscopia ottica in luce polarizzata con dispersione cromatica e la microscopia elettronica a scansione. La seconda è più costosa ma più sensibile, ed è quella che si usa quando serve certezza su materiali complessi o su campioni ambientali.

Richiesta di analisi

Descrivi il materiale e dove si trova. Allegheremo il referto al preventivo, se decidi di procedere.

Campi con * obbligatori. Nessun impegno e nessun costo per il sopralluogo. Se preferisci parlarne subito, il numero è 348 976 3522.