Guida pratica

Grandine sul tetto in eternit: danni, urgenze e assicurazione

Una grandinata violenta può bucare in pochi minuti una copertura in cemento-amianto che reggeva da decenni. Ecco cosa fare nelle ore successive, cosa documentare per l’assicurazione e come trasformare un danno in un intervento fatto bene.

Aggiornata il 14 ottobre 2026

Copertura grigia vista dall’alto

Nel bolognese le grandinate estive e di inizio autunno non sono un’eccezione, e sulle coperture in cemento-amianto fanno danni particolari. Una lastra di cinquant’anni ha perso buona parte della sua resistenza: dove una lamiera si ammacca, il cemento-amianto si buca, si crepa, perde pezzi che finiscono nelle grondaie e nel cortile. Il giorno dopo la grandinata il telefono squilla più del solito.

Le prime ore

  1. Non salire sul tetto

    Una copertura danneggiata dalla grandine è ancora più fragile del solito. Il rischio di sfondamento è concreto.

  2. Fotografa tutto

    Copertura vista da terra o da una finestra più alta, frammenti a terra, grondaie, eventuali infiltrazioni all’interno. Le foto servono sia per l’assicurazione sia per il preventivo.

  3. Metti in sicurezza l’area sotto

    Allontana persone e animali, bagna leggermente i frammenti caduti e coprili con un telo. Non spazzarli e non raccoglierli a mano.

  4. Proteggi l’interno

    Se entra acqua, sposta oggetti e mobili e raccogli l’acqua dall’interno, senza intervenire dall’esterno sulle lastre.

  5. Avvisa l’assicurazione

    Il codice civile prevede che l’assicurato avvisi l’assicuratore entro tre giorni da quando ha avuto conoscenza del sinistro, salvo termini diversi previsti dalla polizza.

  6. Chiama un’impresa abilitata

    Per valutare il danno, mettere in sicurezza la copertura e preparare un preventivo dettagliato.

Le indicazioni generali per qualsiasi lastra rotta sono raccolte nella guida lastra rotta o caduta: cosa fare nelle prime ore.

Lastre in fibrocemento invecchiate e segnate dal tempo
Le lastre già erose e porose sono le più vulnerabili: la grandine trova un materiale che ha perso compattezza.

Urgenza: cosa consente la norma

Di regola il piano di lavoro va trasmesso all’AUSL almeno trenta giorni prima dell’inizio della rimozione. L’articolo 256 del D.Lgs. 81/2008 prevede però che questo preavviso non si applichi nei casi di urgenza: il piano viene inviato comunque, con l’indicazione della data e dell’ora di inizio. Una copertura sfondata che rilascia frammenti in un cortile frequentato è un caso tipico.

Nella pratica l’intervento urgente riguarda la messa in sicurezza: rimozione delle porzioni danneggiate, raccolta dei frammenti, copertura provvisoria. La bonifica dell’intera copertura, se le lastre rimaste sono integre, può poi essere programmata con i tempi ordinari, magari insieme alla nuova copertura.

L’assicurazione: cosa verificare nella polizza

Le polizze sulla casa e sui fabbricati sono molto diverse tra loro, e non è possibile dire in generale cosa copriranno. Questi sono i punti da controllare nelle condizioni:

  • Garanzia eventi atmosferici: se è presente e se comprende espressamente la grandine.
  • Esclusioni: alcune polizze escludono tettoie, fabbricati aperti su uno o più lati, coperture in determinati materiali o in cattivo stato di manutenzione.
  • Franchigie e scoperti: la parte del danno che resta comunque a carico dell’assicurato.
  • Spese di demolizione e sgombero: alcune polizze le rimborsano entro un limite, ed è la voce in cui di solito ricadono rimozione e smaltimento dei materiali danneggiati.
  • Spese di salvataggio: quelle sostenute per evitare o ridurre il danno, che il codice civile pone a carico dell’assicuratore nei limiti previsti.

È facile che la polizza copra il danno da grandine ma non l’intero costo della bonifica, o solo la parte direttamente danneggiata. Avere un preventivo con voci separate aiuta molto il confronto con il perito: rimozione, smaltimento, copertura provvisoria e nuova copertura vanno distinte.

Trasformare il danno in un intervento fatto bene

Una copertura in cemento-amianto colpita dalla grandine raramente torna come prima. Anche le lastre che non si sono rotte hanno spesso microfessure e superfici ulteriormente erose. In molti casi la scelta più razionale è approfittare dell’evento per rimuovere l’intera copertura e posare un tetto nuovo, eventualmente coibentato e pronto per il fotovoltaico.

Se le spese restano in parte a carico tuo, ricorda che la bonifica dell’amianto rientra tra gli interventi che danno diritto alle detrazioni fiscali. Per capire quanto costa il tutto, la pagina sulla rimozione del tetto in eternit e quella sulla nuova copertura danno gli ordini di grandezza.

In condominio

Se la copertura danneggiata è comune, avvisa subito l’amministratore. Può disporre i lavori urgenti di messa in sicurezza e aprire il sinistro sulla polizza globale fabbricati, riferendone poi all’assemblea. La guida su eternit in condominio spiega come si ripartiscono le spese.

Serve un parere su un caso concreto

Al telefono si capisce in due minuti se la situazione richiede un intervento o solo un controllo. La chiamata non costa nulla.