Guida pratica
Come scegliere la ditta per la bonifica: le verifiche da fare
Sulla rimozione dell’amianto il committente non è uno spettatore: se affida il lavoro a chi non ha i requisiti, ne risponde anche lui. Ecco cosa controllare in dieci minuti, quali documenti pretendere e quali proposte devono far suonare un campanello.
Aggiornata il 14 ottobre 2026
Chi deve togliere un tetto in eternit di solito parte da una domanda: quanto costa. È comprensibile, ma è la seconda domanda da fare. La prima è: chi lo può fare? Sull’amianto la scelta dell’impresa non è solo una questione di qualità del lavoro, ma di legittimità. Una rimozione eseguita da chi non ha i requisiti espone il committente a responsabilità, e un rifiuto smaltito male resta un problema del produttore, cioè di chi possedeva le lastre.
Le verifiche in ordine
1. Iscrizione all’Albo Gestori Ambientali
L’articolo 256 del D.Lgs. 81/2008 riserva i lavori di rimozione dell’amianto alle imprese in possesso dei requisiti dell’articolo 212 del Codice dell’ambiente, cioè iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 10. La sottocategoria 10A riguarda i materiali in matrice compatta, come le lastre di eternit, le canne fumarie e i cassoni; la 10B i materiali friabili e d’attrito.
La verifica si fa in pochi minuti sul sito dell’Albo, nella sezione di consultazione degli iscritti. Tre cose da controllare:
- la categoria: 10A per una copertura in lastre, 10B se si parla di coibentazioni o altri materiali friabili;
- la classe: indica l’importo massimo dei lavori che l’impresa può assumere, e deve essere adeguata al tuo intervento;
- la validità: l’iscrizione ha una scadenza e può essere sospesa.
2. Formazione del personale
Chi lavora sull’amianto deve aver frequentato specifici corsi di formazione professionale, con abilitazione distinta per operatori e per dirigenti delle attività di bonifica, ed essere sottoposto a sorveglianza sanitaria. Non serve chiedere i certificati di ogni operaio, ma è ragionevole domandare all’impresa come è organizzata la squadra e chi coordina il cantiere.
3. Piano di lavoro e notifica
Prima di rimuovere qualsiasi manufatto in cemento-amianto l’impresa deve inviare un piano di lavoro all’AUSL competente, almeno trenta giorni prima dell’inizio, salvo urgenza. Chiedi esplicitamente chi lo redige, quando verrà trasmesso e se ne riceverai copia. Un’impresa seria risponde senza esitazioni e include il piano nel preventivo.
Se qualcuno ti propone di “partire la settimana prossima” per un intervento che non ha alcun carattere di urgenza, la domanda da fare è semplice: con quale piano di lavoro? Trovi i dettagli nella pagina sul piano di lavoro AUSL.
4. Il preventivo
Un preventivo leggibile ha voci separate. Come minimo:
- redazione e trasmissione del piano di lavoro;
- trattamento con incapsulante e rimozione delle lastre;
- imballaggio ed etichettatura;
- trasporto e conferimento, con indicazione se a peso reale o a forfait;
- apprestamenti: ponteggio, piattaforma aerea, linee vita, protezioni;
- eventuale nuova copertura, con materiale e spessore;
- cosa è escluso.
Il costo della sicurezza non è comprimibile. Quando un preventivo è molto più basso degli altri, quasi sempre manca qualcosa: un ponteggio, il trasporto, il conferimento a peso reale. La pagina sui costi dello smaltimento eternit spiega da cosa sono composte le cifre.
5. Trasporto, impianto e formulario
Il rifiuto deve viaggiare con un mezzo iscritto all’Albo per il trasporto di rifiuti pericolosi ed essere conferito in un impianto autorizzato a riceverlo. Ogni carico è accompagnato dal formulario di identificazione del rifiuto, che riporta produttore, trasportatore, destinatario e quantità. A te deve arrivare la copia con l’attestazione dell’avvenuto conferimento: è la prova che le tue lastre sono finite dove dovevano.
6. I segnali d’allarme
- “Il piano non serve per così poco.” Serve per qualsiasi rimozione eseguita da un’impresa.
- “Le portiamo via noi, senza carte.” Senza formulario non c’è prova dello smaltimento, e il rifiuto resta tuo.
- Prezzo a corpo senza voci. Non si sa cosa comprende né si può confrontare.
- Pagamento in contanti senza fattura. Niente fattura, niente detrazione e niente tutele.
- Proposta di spezzare le lastre per “farle stare nel cassone”. È esattamente ciò che non si deve fare.
- Pulizia con idropulitrice prima di incapsulare. Disperde fibre ovunque.
- Nessuna domanda sull’accesso e sulla struttura. Chi non chiede come si arriva al tetto non ha pensato a come lavorarci in sicurezza.
Le domande da fare al telefono
- Siete iscritti all’Albo Gestori Ambientali in categoria 10A? Con quale classe?
- Il piano di lavoro lo redigete voi? Ne avrò copia?
- Il preventivo avrà voci separate per rimozione, trasporto, conferimento e apprestamenti?
- In quale impianto conferite il materiale? Riceverò il formulario?
- La nuova copertura è compresa? Con quale materiale?
Sono le stesse domande a cui rispondiamo in sopralluogo, e le risposte le trovi scritte nel nostro preventivo. Il metodo completo è descritto nella pagina come lavoriamo.
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