Guida pratica

Come riconoscere l'eternit da una lastra in fibrocemento

Non tutto quello che e grigio e ondulato contiene amianto, e non tutto quello che contiene amianto sembra eternit. Ecco cosa guardare, in ordine di affidabilita.

Dettaglio ravvicinato di lastre ondulate in cemento-amianto invecchiate

La domanda arriva quasi sempre nella stessa forma: ho una tettoia grigia ondulata, e amianto? La risposta onesta e che dall osservazione visiva si arriva a una probabilita alta o bassa, mai a una certezza. Detto questo, gli indizi utili esistono e in molti casi bastano per decidere il da farsi.

1. L anno di costruzione, l indizio piu forte

E di gran lunga il criterio piu affidabile. In Italia la produzione e la commercializzazione dei materiali contenenti amianto sono state vietate dalla legge 257 del 1992, con un periodo transitorio conclusosi nel 1994. Se il fabbricato o la copertura sono documentabilmente successivi a quella data, quasi sicuramente si tratta di fibrocemento ecologico, prodotto con fibre di alcool polivinilico e cellulosa.

Nel bolognese la quasi totalita delle coperture ondulate su fabbricati costruiti fra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta e in cemento-amianto. Il picco di posa coincide con l espansione edilizia della cintura e con la costruzione dei capannoni artigianali lungo le direttrici della via Emilia.

L unica eccezione da tenere presente e il materiale di magazzino: e capitato che lastre acquistate prima del divieto siano state posate dopo, anche a fine anni Novanta. Sono casi rari ma non impossibili, soprattutto su piccole pertinenze fatte in economia.

2. Le marcature sul bordo

Le lastre in fibrocemento prodotte dopo il divieto riportano quasi sempre una marcatura: sigle come NT, che sta per new technology, o indicazioni del produttore, del lotto e della conformita a norma tecnica. Sulle lastre piu vecchie, invece, la marcatura o non c e o e illeggibile dopo decenni di esposizione.

Attenzione a non trarre conclusioni affrettate: l assenza di marcatura non prova la presenza di amianto, e su una lastra montata la marcatura e spesso nascosta dalla sovrapposizione.

3. Il passo dell onda e lo spessore

Le lastre storiche in cemento-amianto avevano profili standardizzati, con passi d onda ricorrenti che chi lavora nel settore riconosce a colpo d occhio. Lo spessore e in genere contenuto, intorno ai sei millimetri, e il bordo a rottura mostra una struttura compatta, cementizia, grigia in tutta la sezione.

Il fibrocemento moderno tende ad avere superfici piu regolari, spesso una finitura leggermente piu liscia e in molti casi una colorazione superficiale. Ma sono differenze sottili, che su un manufatto invecchiato di vent anni diventano quasi invisibili.

4. Lo stato della superficie

Una lastra in cemento-amianto degradata ha un aspetto caratteristico: la matrice cementizia si dilava e lascia affiorare le fibre, che al tatto danno una sensazione fibrosa, quasi vellutata. Compaiono muschio e licheni nelle onde, la superficie diventa porosa e assorbe acqua. Nei casi peggiori il materiale si sfoglia.

Anche il fibrocemento moderno invecchia e prende muschio, quindi il degrado da solo non identifica il materiale. Indica pero una cosa importante a prescindere: che il manufatto ha bisogno di attenzione.

5. Dove cercare oltre il tetto

Il cemento-amianto non e solo copertura. Sullo stesso fabbricato, se il tetto e in eternit, e ragionevole aspettarsi altri manufatti coevi:

  • comignoli e canne fumarie grigie a sezione circolare;
  • cassoni dell acqua in sottotetto o sul lastrico solare;
  • tubazioni di scarico e sfiati;
  • pluviali e canali di gronda in fibrocemento;
  • fioriere, vasche e recinzioni prefabbricate nei cortili;
  • pavimenti in vinil-amianto negli interni degli anni Settanta.

Se ne trovi piu di uno, valutare un intervento unico conviene: un solo piano di lavoro e un solo allestimento riducono sensibilmente il costo complessivo.

Quando serve l analisi

L unica risposta certa arriva dal laboratorio, con microscopia ottica in luce polarizzata o microscopia elettronica a scansione su un campione prelevato in sicurezza. Il costo si aggira di norma fra 80 e 200 euro a campione, e ha senso sostenerlo quando dalla risposta dipende una decisione economicamente rilevante: una compravendita, un cantiere di ristrutturazione, la valutazione di un capannone.

Se invece la decisione e comunque quella di rimuovere, l analisi aggiunge un costo senza cambiare nulla: il materiale si gestisce come contenente amianto, che e la scelta prudenziale corretta. Le modalita di prelievo sono descritte nella pagina analisi amianto a Bologna.

Non staccare un pezzo per guardarlo meglio

E la cosa piu istintiva e la piu sbagliata. Spezzare una lastra a secco per esaminarne la sezione libera fibre proprio nel momento in cui hai il viso a venti centimetri dal materiale. Se serve un campione, va prelevato con umidificazione preventiva, protezione delle vie respiratorie e sigillatura del punto.

Serve un parere su un caso concreto

Al telefono si capisce in due minuti se la situazione richiede un intervento o solo un controllo. La chiamata non costa nulla.