Guida pratica

Quanto tempo serve per togliere l’eternit, dalla chiamata ai documenti

Il cantiere dura poco, la burocrazia no. Ecco come si distribuiscono le settimane tra sopralluogo, preventivo, piano di lavoro, rimozione e documenti finali, e cosa si può fare quando non si può aspettare.

Aggiornata il 14 ottobre 2026

Compilazione di un documento su una scrivania

“Quando potete venire?” è la seconda domanda che ci fanno al telefono, subito dopo il prezzo. La risposta onesta delude un po’ chi spera di chiudere tutto in pochi giorni: per una rimozione programmata, dalla firma del preventivo al cantiere passano in genere cinque o sei settimane. Il motivo non è la disponibilità dell’impresa ma una regola precisa, che vale per tutti.

Le fasi e la loro durata tipica

Tempi indicativi per un intervento programmato su copertura residenziale
FaseDurata tipicaDa cosa dipende
Telefonata e prima stimaIl giorno stessoDati forniti al telefono, foto
SopralluogoPochi giorniCalendario, distanza, accessibilità
Preventivo scrittoQualche giorno dal sopralluogoComplessità, eventuale analisi del materiale
Decisione del committenteVariabileConfronto preventivi, assemblea condominiale
Piano di lavoro all’AUSLAlmeno 30 giorniTermine fissato dalla legge
CantiereDa uno a pochi giorniSuperficie, accessi, meteo
Documenti finaliAlla consegna, più il rientro del formularioTempi dell’impianto di destinazione

La riga che pesa di più è quella del piano di lavoro. Tutto il resto si può comprimere con un po’ di organizzazione; quella no.

Perché il piano di lavoro richiede 30 giorni

L’articolo 256 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che prima di qualsiasi lavoro di demolizione o rimozione di materiali contenenti amianto l’impresa predisponga un piano di lavoro e lo invii all’organo di vigilanza competente per territorio, cioè al servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’AUSL, almeno trenta giorni prima dell’inizio dei lavori. Se in quel periodo l’AUSL non chiede integrazioni o non dà prescrizioni, i lavori possono partire.

Quei trenta giorni non sono tempo perso: servono all’organo di vigilanza per esaminare il piano e, eventualmente, programmare un controllo in cantiere. In Emilia-Romagna il piano si trasmette in modalità telematica. Lo redigiamo noi sulla base del sopralluogo; al committente serve solo firmare il preventivo e fornire alcuni dati dell’immobile. Per i dettagli c’è la pagina sul piano di lavoro AUSL a Bologna.

Firma di un documento contrattuale
Il conto alla rovescia dei trenta giorni parte dalla trasmissione del piano, che a sua volta richiede il preventivo firmato.

Quando si può intervenire in urgenza

La stessa norma prevede un’eccezione: nei casi di urgenza il preavviso di trenta giorni non si applica. Il piano va comunque trasmesso, indicando data e ora di inizio delle attività. Situazioni tipiche sono una copertura sfondata da una grandinata o da un albero caduto, lastre crollate in un cortile frequentato, frammenti dispersi in un’area dove passano persone.

Due precisazioni. La prima: l’urgenza riguarda in genere la messa in sicurezza della parte danneggiata, non per forza la rimozione di tutta la copertura. La seconda: deve essere reale. Una copertura vecchia ma integra non è un’urgenza, anche se il proprietario ha fretta perché sta vendendo casa. Se ti trovi in una situazione di danno improvviso, leggi anche cosa fare con una lastra rotta.

Quanto dura il cantiere

Il lavoro in copertura è la parte più rapida di tutto il percorso. Indicativamente:

  • Tettoia, box, piccolo ricovero: di norma una giornata, comprese preparazione e pulizia.
  • Copertura di una casa o di un fienile, 100–200 mq: uno o due giorni, a cui si aggiungono i giorni per la nuova copertura se prevista.
  • Capannone di grandi dimensioni: da qualche giorno a qualche settimana, spesso per settori se sotto c’è un’attività.
  • Canna fumaria o cassone dell’acqua: in genere una giornata, a volte due se l’accesso è complicato.

Il meteo conta. La pioggia leggera non è un problema, anzi aiuta a tenere umide le lastre; il vento forte invece impone di fermarsi, perché rende pericoloso movimentare lastre di grandi dimensioni in quota. Per questo nel calendario lasciamo sempre un margine.

I documenti finali e i loro tempi

A fine cantiere consegniamo la documentazione disponibile: copia del piano di lavoro, documentazione fotografica, fattura. Il formulario di identificazione del rifiuto accompagna il carico fino all’impianto di destinazione; la copia con l’attestazione dell’avvenuto conferimento rientra nei tempi previsti dalla normativa sui rifiuti e la consegniamo appena disponibile. È il documento che chiude il cerchio, utile anche per le detrazioni fiscali e per un’eventuale compravendita.

Cosa puoi fare tu per non perdere tempo

  • Manda foto già alla prima chiamata. Copertura vista da vicino, accesso dal cortile, punto in cui può stare il camion.
  • Raccogli i dati dell’immobile. Indirizzo esatto, riferimenti catastali se li hai, nome e codice fiscale del committente.
  • In condominio, anticipa l’assemblea. La delibera è spesso il vero collo di bottiglia: avere un preventivo pronto prima della convocazione fa guadagnare settimane.
  • Decidi subito sulla nuova copertura. Se rimozione e nuovo tetto sono nello stesso preventivo, si fa tutto in un unico cantiere.
  • Considera le stagioni. Primavera e autunno sono i periodi più richiesti: chiamare con anticipo aiuta a trovare la finestra giusta.

Se vuoi capire in concreto quanto ci vorrebbe nel tuo caso, il punto di partenza è sempre un sopralluogo. Le informazioni su come lavoriamo descrivono la sequenza completa, dalla prima telefonata alla consegna dei documenti.

Serve un parere su un caso concreto

Al telefono si capisce in due minuti se la situazione richiede un intervento o solo un controllo. La chiamata non costa nulla.