Guida pratica
Si può rimuovere l'eternit da soli? Cosa dice la Regione
In Emilia-Romagna la risposta è: in alcuni casi sì, entro limiti precisi e seguendo una procedura. Fuori da quei limiti, no. Vediamo dove passa il confine.
Aggiornata il 14 ottobre 2026
È una delle domande più frequenti, e circola una gran quantità di informazioni sbagliate. C’è chi sostiene che sia sempre vietato e chi crede che basti mettersi una mascherina e caricare tutto sul rimorchio. Nessuna delle due è corretta.
Il quadro regionale
La Regione Emilia-Romagna ha disciplinato l’autorimozione di piccole quantità di materiali contenenti amianto in matrice compatta da parte dei privati cittadini con linee guida approvate a livello regionale. Il senso della norma è pratico: consentire al proprietario di risolvere in autonomia situazioni minime, senza dover attivare un’impresa per due lastre appoggiate al muro, ma dentro un percorso tracciato.
Le condizioni ricorrenti sono queste:
- si tratta di materiale in matrice compatta, mai friabile;
- il manufatto si trova in una abitazione privata o in una sua pertinenza;
- la quantità e limitata, secondo i criteri fissati dalla Regione;
- le lavorazioni sono semplici, senza ponteggi, attrezzature complesse o lavoro in quota rilevante;
- viene inviato preventivamente il piano operativo semplificato al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL;
- il materiale viene conferito attraverso il circuito di microraccolta del gestore dei rifiuti urbani, che nel bolognese e Hera.
Quando non si può, in nessun caso
- Se il manufatto e su parti comuni condominiali.
- Se il fabbricato e strumentale a un’attività di impresa, compresa quella agricola.
- Se il materiale e friabile: coibentazioni, cartoni, rivestimenti spruzzati.
- Se serve lavorare in quota con attrezzature di sollevamento o ponteggi.
- Se la quantità supera i limiti previsti dalle linee guida.
- Se il materiale è già fortemente degradato o frammentato.
La procedura, per chi rientra nei casi ammessi
Verifica preliminare
Accertarsi che il caso rientri davvero nei criteri regionali. In caso di dubbio, il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’AUSL risponde.
Invio del piano operativo semplificato
Compilazione del modello regionale e trasmissione al servizio competente prima di iniziare, con l’indicazione del materiale, della quantità e delle modalità operative.
Contatto con il gestore per il conferimento
Va verificato in anticipo come funziona il ritiro, quali imballaggi sono richiesti e quali quantità sono accettate. Rimuovere prima e cercare dopo dove portare il materiale è l’errore più comune.
Protezioni e umidificazione
Tuta monouso, guanti, facciale filtrante adeguato, calzature dedicate. Il materiale va bagnato prima di ogni movimentazione e mantenuto umido.
Rimozione senza rotture
Sfilare i fissaggi, non strappare. Nessun taglio, nessuna frantumazione per far entrare i pezzi nell’imballaggio.
Imballaggio ed etichettatura
Doppio telo in polietilene sigillato con nastro, etichetta di pericolo. Le tute e i guanti usati vanno imballati insieme al materiale, non buttati nell’indifferenziata.
Conferimento
Consegna secondo le modalità indicate dal gestore. Conservare la ricevuta: è la prova del corretto smaltimento.
Conviene davvero?
Va fatto un conto realistico. Fra dispositivi di protezione, teli, nastro, eventuale noleggio di attrezzatura e ore di lavoro, il risparmio rispetto a un intervento professionale su poche lastre è meno consistente di quanto si immagini. E in cambio ti prendi tutto il rischio operativo, in un lavoro in cui l’errore più banale, come lasciar cadere una lastra, produce esattamente il danno che si voleva evitare.
Il nostro consiglio, dopo anni di sopralluoghi: se il materiale è a terra, integro, in piccolissima quantità e hai un minimo di manualità, l’autorimozione e praticabile. Se bisogna salire anche solo su una scala, chiama. La differenza di costo non vale una caduta.
Le due strade, con i rispettivi vantaggi, sono messe a confronto nella pagina microraccolta amianto a Bologna.
I numeri della procedura semplificata
Per avere un riferimento concreto: le linee guida regionali, applicate dal gestore dei rifiuti urbani, prevedono per le lastre un limite di 24 metri quadri, fino a 360 kg, e un totale di 500 kg all’anno per utenza domestica, con limiti specifici per serbatoi, canne fumarie, tubazioni e piccoli oggetti. Il ritiro a domicilio da parte del gestore è gratuito. La tabella completa è nella pagina sulla microraccolta.
Serve un parere su un caso concreto
Al telefono si capisce in due minuti se la situazione richiede un intervento o solo un controllo. La chiamata non costa nulla.