Corti e aziende agricole
Bonifica amianto di fienili, stalle e annessi agricoli in provincia di Bologna
Nella pianura bolognese quasi ogni corte ha almeno un annesso con il tetto in lastre ondulate. Spesso è il fabbricato meno curato della proprietà, e per questo quello messo peggio. Lo togliamo con le cautele che servono, anche quando la struttura sotto non è più affidabile.
- Valutazione della struttura portante prima del cantiere
- Lavoro da piattaforma quando le travi non sono sicure
- Raccolta dei frammenti già caduti a terra
- Nuova copertura o preparazione alla demolizione
La corte bolognese ha una struttura riconoscibile: la casa, e attorno il fienile con la stalla, la porcilaia, il forno, la barchessa per gli attrezzi. Tra gli anni Sessanta e Settanta, quando molti di quei tetti in coppi hanno cominciato a cedere, la soluzione più economica era sostituirli con lastre ondulate in cemento-amianto. Si posavano in fretta, pesavano poco, costavano meno di qualsiasi alternativa.
Cinquant’anni dopo, quelle coperture sono quasi sempre le più deteriorate che incontriamo. I motivi sono semplici: gli annessi agricoli non sono riscaldati, sono esposti al vento della pianura, hanno spesso alberi vicini che fanno ombra e depositano foglie, e nessuno li controlla con regolarità. Muschio, licheni e cicli di gelo e disgelo hanno avuto tutto il tempo di lavorare sulla superficie delle lastre.
Il primo problema non è l’amianto, è la struttura
Su un fienile la domanda che ci facciamo prima di tutto è se la struttura regge. Le lastre ondulate sono appoggiate su arcarecci in legno o, nei fabbricati più recenti, su travetti in cemento. Il legno, dopo decenni di infiltrazioni dalle sovrapposizioni rotte, può essere marcio in punti che da sotto non si vedono. Il cemento può avere ferri arrugginiti e copriferro saltato.
Per questo in sopralluogo guardiamo il fabbricato da dentro e da fuori, verifichiamo appoggi, travi e capriate, e decidiamo come lavorare. Le opzioni sono sostanzialmente tre:
- Struttura sana. Si lavora in copertura con tavole ripartitrici, linee di ancoraggio e reti di protezione, come su qualsiasi tetto.
- Struttura dubbia. Si lavora da piattaforma aerea, sganciando le lastre dall’esterno senza mai camminarci sopra.
- Struttura compromessa o crollata in parte. Si mette in sicurezza il fabbricato, si raccolgono le lastre e i frammenti già a terra, e si rimuove il resto con mezzi meccanici controllati, sempre bagnando e imballando il materiale senza frantumarlo.
Cosa comprende il nostro intervento
- Sopralluogo con verifica della struttura, misurazione delle superfici e valutazione degli accessi per l’autocarro.
- Preventivo scritto con voci separate: rimozione, eventuale raccolta di frammenti a terra, piattaforma o ponteggio, trasporto, conferimento, nuova copertura se richiesta.
- Piano di lavoro redatto e trasmesso all’AUSL competente almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori.
- Cantiere: trattamento delle lastre con incapsulante, smontaggio senza rotture, imballaggio in teli sigillati ed etichettati, pulizia dell’area e del terreno sottostante.
- Trasporto e conferimento in impianto autorizzato con formulario di identificazione del rifiuto.
- Documentazione finale: copia del piano di lavoro, formulario con la quarta copia di ritorno, fotografie dell’intervento e fattura.
Dopo la rimozione: rifare, trasformare o demolire
La bonifica è quasi sempre l’occasione per decidere cosa fare del fabbricato. Le strade più comuni sono tre.
Nuova copertura per continuare a usarlo
Se il fienile serve ancora come deposito o rimessa, la soluzione più diffusa è la lamiera grecata, economica e leggera, o il pannello coibentato se dentro si conservano materiali sensibili alla temperatura. Su strutture in legno da rinforzare conviene valutare l’intervento insieme, per non dover riaprire il tetto dopo pochi anni. Ne parliamo nel dettaglio nella pagina sulla nuova copertura dopo la rimozione.
Fotovoltaico sul tetto agricolo
Molte aziende agricole sostituiscono le lastre con pannelli adatti a ospitare un impianto fotovoltaico. Sulle lastre in cemento-amianto non si può montare nulla: forare e calpestare il materiale è proprio quello che la norma vuole evitare. La sequenza corretta è sempre bonifica, nuova copertura, impianto. La guida sul fotovoltaico dopo la rimozione dell’eternit spiega come impostarla.
Demolizione
Se il fabbricato non serve più, la bonifica viene prima della demolizione. Una volta tolte le lastre, le macerie di muratura e legno sono rifiuti ordinari da cantiere; con l’amianto ancora sopra diventerebbero tutte rifiuto pericoloso. È anche una questione economica: smaltire tonnellate di macerie contaminate costa molto di più che rimuovere prima la copertura.
Lastre già a terra o crollate
È una delle situazioni più frequenti nelle corti abbandonate. Il materiale caduto va trattato come quello ancora in opera: non si sposta a mano, non si spazza, non si brucia con le sterpaglie. La cosa da fare è tenere lontani persone e animali, coprire se possibile i frammenti con un telo fissato e chiamare. Nella guida su cosa fare con una lastra rotta ci sono le indicazioni per le prime ore.
Più annessi, un solo cantiere
Quando nella stessa corte ci sono più fabbricati con copertura in cemento-amianto, conviene affrontarli tutti insieme. Il piano di lavoro è uno, l’allestimento del cantiere è uno, i viaggi verso l’impianto si ottimizzano e il costo al metro quadro scende. Capita spesso con le corti ereditate da più fratelli: mettersi d’accordo prima di chiamare l’impresa fa risparmiare a tutti.
Interveniamo in tutta la pianura bolognese, da Budrio a Molinella, da San Giovanni in Persiceto a Crevalcore, e nelle colline di Valsamoggia e Sasso Marconi. Per i costi indicativi vedi la pagina sui costi dello smaltimento.
Hai una corte con annessi da sistemare?
Dicci quanti fabbricati, che superficie indicativa e se ci sono parti crollate. Con queste informazioni impostiamo il sopralluogo e capiamo se conviene un intervento unico.
Domande frequenti
Il fienile non lo uso più: sono comunque obbligato a intervenire?
Non esiste un obbligo generalizzato di rimozione. Esiste però l’obbligo di tenere sotto controllo lo stato della copertura e di intervenire quando il materiale è degradato e può rilasciare fibre. Un fienile abbandonato, con lastre rotte, muschio e frammenti a terra, è proprio la situazione in cui l’intervento diventa necessario, anche perché il Comune su segnalazione può imporlo con un’ordinanza.
Posso demolire il fienile con le lastre ancora sopra?
No. Prima si rimuove la copertura in cemento-amianto con piano di lavoro, imballaggio e smaltimento tracciato; solo dopo si demolisce il resto. Demolire con le lastre in opera significherebbe frantumarle e trasformare tutte le macerie in rifiuto contaminato, con costi di smaltimento molto più alti e responsabilità penali.
Le travi in legno sono marce: si può lavorare lo stesso?
Sì, ma senza salire sulle lastre. Quando la struttura non è affidabile si lavora da piattaforma aerea o da ponteggio esterno, sganciando le lastre dall’esterno. In alcuni casi conviene puntellare provvisoriamente il fabbricato. Sono valutazioni che facciamo in sopralluogo e che incidono sul preventivo.
Un’azienda agricola può accedere a contributi?
Le imprese, comprese molte aziende agricole, hanno avuto accesso negli ultimi anni a bandi dedicati: il bando ISI dell’INAIL, che ha previsto un asse per la bonifica dai materiali contenenti amianto, e bandi regionali come quello approvato dall’Emilia-Romagna nel 2023. Le finestre si aprono e chiudono: prima di firmare conviene verificare quali sono attivi e con quali requisiti, perché alcuni non ammettono lavori già iniziati.
Se il fienile è di un privato, vale la microraccolta?
La procedura semplificata regionale riguarda piccole quantità presenti nelle abitazioni civili e nelle loro pertinenze, entro limiti precisi (per le lastre, 24 metri quadri). Un fienile intero supera quasi sempre quei limiti e richiede un’impresa abilitata. Se si tratta di poche lastre già a terra, invece, la microraccolta può essere una strada percorribile.
Preventivo per fabbricati agricoli
Indica comune, numero di annessi e superficie indicativa delle coperture.
Altri interventi di bonifica
Pavimenti in vinil-amianto
Piastrelle viniliche e collanti degli anni Sessanta-Ottanta, da rimuovere prima di qualsiasi ristrutturazione.
AnalisiAnalisi e verifica della presenza di amianto
Campionamento e analisi di laboratorio quando non è chiaro se il materiale contiene amianto.
Amianto friabileAmianto friabile: coibentazioni e isolanti
Rivestimenti di tubazioni, caldaie e controsoffitti, con confinamento statico e unità di decontaminazione.
Rimozione amiantoRimozione amianto a Bologna
Bonifica di manufatti in matrice compatta e friabile, con piano di lavoro presentato all’AUSL e conferimento in discarica autorizzata.
Tetti e copertureRimozione tetto in eternit a Bologna
Smontaggio di lastre ondulate di cemento-amianto da tetti di case, capannoni, fienili e tettoie.
Nuova coperturaNuova copertura dopo la rimozione
Sostituzione della copertura rimossa con lamiera grecata, pannello coibentato o manto in tegole.