Ristrutturazioni di appartamenti e uffici
Rimozione di pavimenti in vinil-amianto a Bologna
Piastrelle sottili, quadrate, posate tra gli anni Sessanta e Ottanta in cucine, corridoi, uffici e scuole. Si scoprono quasi sempre all’inizio di una ristrutturazione, quando qualcuno solleva un angolo e sotto trova un collante nero. Da quel momento conviene fermarsi e fare le cose in ordine.
- Campionamento e analisi prima di decidere
- Rimozione a umido, piastrella per piastrella
- Coordinamento con l’impresa che ristruttura
- Smaltimento tracciato con formulario
Il vinil-amianto è stato per una ventina d’anni uno dei pavimenti più usati in Italia: economico, resistente, facile da pulire. Si trovava in piastrelle di trenta centimetri o in teli, nei colori del beige, del grigio e del verde acqua che chi ha frequentato una scuola o un ufficio pubblico di quegli anni ricorda bene. A Bologna lo incontriamo nelle cucine e nei bagni delle palazzine del dopoguerra, nei corridoi degli uffici, nei negozi.
Finché resta integro e nessuno lo tocca, crea pochi problemi. Il rischio nasce quando entra in un cantiere di ristrutturazione senza che nessuno sappia cos’è: viene levigato per stendere un autolivellante, demolito con il martello insieme al massetto, raschiato via a secco. Sono esattamente le operazioni che liberano fibre.
Prima di tutto, capire cosa c’è sotto i piedi
Non tutti i pavimenti vinilici di quegli anni contengono amianto, e non sempre l’amianto sta nella piastrella: a volte è nel collante bituminoso usato per incollarla. Per questo il primo passo è un campionamento eseguito in sicurezza, con umidificazione del punto e sigillatura dopo il prelievo, e l’analisi in laboratorio. Il referto dice se l’amianto c’è, dove si trova e di che tipo è.
Il campionamento è descritto nella pagina sull’analisi dell’amianto a Bologna. Se l’esito è negativo, la ristrutturazione riparte senza ulteriori adempimenti. Se è positivo, si sceglie tra rimozione e confinamento.
Rimuovere o coprire
Quando conviene rimuovere
Se la ristrutturazione prevede il rifacimento degli impianti sotto il pavimento, l’abbassamento o la demolizione del massetto, l’installazione del riscaldamento a pavimento, oppure se le piastrelle sono già sollevate e rotte in più punti, la rimozione è la scelta più sensata. Si chiude la questione una volta per tutte e l’immobile non porta con sé un’informazione da tramandare.
Quando si può coprire
Se il pavimento è integro e ben aderente e non sono previsti lavori sotto, si può posare sopra un nuovo pavimento flottante o incollato, senza forare né levigare il vinilico. È un confinamento a tutti gli effetti: va documentato e comunicato a chi interverrà in futuro, e il materiale resta soggetto agli obblighi di controllo.
Come si svolge la rimozione
- Piano di lavoro trasmesso all’AUSL almeno 30 giorni prima, come per qualsiasi rimozione di materiali contenenti amianto.
- Preparazione dei locali: svuotamento, protezione di pareti e infissi con teli, chiusura delle aperture verso il resto dell’edificio, segnaletica.
- Rimozione a umido: le piastrelle vengono bagnate con prodotti specifici e staccate intere con spatole, senza frantumarle. Niente levigatrici, niente martelli demolitori.
- Trattamento del collante: se contiene amianto viene rimosso con lo stesso metodo o trattato con incapsulante, secondo quanto previsto dal piano.
- Pulizia con aspiratori dotati di filtro assoluto e rimozione dei teli di protezione come rifiuto.
- Imballaggio, trasporto e conferimento con formulario di identificazione del rifiuto.
Per un appartamento di dimensioni normali la rimozione vera e propria richiede di norma pochi giorni. I tempi lunghi sono quelli burocratici, e conviene inserirli nel cronoprogramma della ristrutturazione fin dall’inizio.
Coordinarsi con chi ristruttura
Nella maggior parte dei casi il vinil-amianto emerge quando l’impresa edile è già in cantiere. Il nostro lavoro è inserirci senza fermare tutto: concordiamo con il direttore dei lavori o con l’impresa la finestra in cui i locali interessati restano liberi, eseguiamo la rimozione e restituiamo l’area pulita per la posa del nuovo pavimento. Le altre lavorazioni possono proseguire negli ambienti non coinvolti.
Se stai ristrutturando con le detrazioni fiscali, la rimozione dell’amianto rientra tra le spese agevolabili: conviene che compaia con voce propria nei documenti di spesa.
Cosa non fare se trovi un pavimento sospetto
- Non levigarlo per stendere un autolivellante o una resina.
- Non demolirlo a secco insieme al massetto.
- Non staccarlo a raschietto per “vedere cosa c’è sotto”.
- Non buttare i pezzi già staccati nei sacchi delle macerie.
Hai trovato piastrelle sospette durante i lavori?
Fermati prima di demolire. Mandaci una foto e dicci in che anno è stato posato il pavimento: valutiamo se serve un’analisi e come organizzare la rimozione senza bloccare la ristrutturazione.
Domande frequenti
Come capisco se il mio pavimento è in vinil-amianto?
Gli indizi sono l’epoca di posa (in genere tra gli anni Sessanta e la fine degli Ottanta), il formato a piastrelle quadrate sottili, di due o tre millimetri, e a volte un collante nero sul retro. Nessuno di questi elementi però dà una certezza: l’unico modo per saperlo è prelevare un campione e farlo analizzare in laboratorio.
Posso posare il parquet o il gres direttamente sopra?
In molti casi è possibile, ed è una forma di confinamento: il materiale resta in opera, coperto e non sollecitato. Bisogna però evitare forature e levigature, documentare la presenza del vinil-amianto e tenerne conto in futuro, perché chi interverrà dopo dovrà saperlo. Se si deve comunque demolire il massetto o rifare gli impianti a pavimento, la rimozione è la strada più pulita.
Il pavimento è pericoloso se ci cammino sopra?
Un pavimento integro, che non viene levigato, raschiato o rotto, rilascia quantità di fibre trascurabili nell’uso normale. Il problema nasce quando lo si tratta come un pavimento qualsiasi durante una ristrutturazione: carteggiatura, demolizione con martello, rimozione a secco con raschietto.
Quanto costa rimuovere un pavimento in vinil-amianto?
Dipende dalla superficie, dal tipo di collante e da quanto è aderente al massetto. Per un appartamento il costo va valutato dopo il sopralluogo e, se serve, dopo l’analisi del campione. Nel preventivo indichiamo separatamente analisi, rimozione, eventuale trattamento del collante, imballaggio, trasporto e conferimento.
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Indica superficie, anno indicativo del pavimento e se ci sono lavori già avviati.
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