Categoria 10B, confinamento statico

Bonifica dell'amianto friabile a Bologna

Coibentazioni, cartoni isolanti, rivestimenti spruzzati: nella matrice friabile la fibra non è legata e basta un movimento d'aria per liberarla. È la forma più pericolosa e quella che richiede il cantiere più strutturato.

  • Confinamento statico dell’area con estrazione in depressione
  • Unità di decontaminazione per il personale
  • Monitoraggio ambientale durante le lavorazioni
  • Verifica di restituibilità prima della riconsegna
Dispositivi di protezione delle vie respiratorie e tute predisposti per bonifica in ambiente confinato

Nella classificazione della normativa i materiali contenenti amianto si dividono per matrice. Quella compatta, cementizia o resinosa, tiene le fibre legate finché il legante regge. Quella friabile no: il materiale si sbriciola con la semplice pressione delle dita e rilascia fibre a ogni sollecitazione, anche solo per una corrente d’aria.

Le due situazioni non hanno quasi nulla in comune. Su un tetto in eternit si lavora all’aperto, con incapsulamento e smontaggio. Su una coibentazione friabile in centrale termica si costruisce, letteralmente, un ambiente dentro l’ambiente.

Come è fatto un cantiere su materiale friabile

  1. Confinamento statico

    L’area viene isolata con doppio telo su strutture, sigillatura di tutte le aperture, impianti e canalizzazioni compresi. Si crea un volume chiuso, separato dal resto dell’edificio.

  2. Messa in depressione

    Estrattori dotati di filtri assoluti mantengono l’area a pressione inferiore rispetto all’esterno, così che l’aria entri e non esca. La depressione viene monitorata in continuo.

  3. Unità di decontaminazione

    Il personale entra ed esce attraverso una serie di locali in sequenza, con zona sporca, doccia e zona pulita. Le tute monouso non escono dall’area confinata.

  4. Rimozione a umido

    Il materiale viene irrorato con soluzione bagnante e rimosso manualmente, senza utensili che generino polvere, e insaccato immediatamente in doppio sacco.

  5. Pulizia e incapsulamento delle superfici

    Aspirazione con filtro assoluto di tutte le superfici, seguita da applicazione di incapsulante sul supporto residuo.

  6. Restituibilità

    Campionamento dell’aria e verifica del rispetto dei valori previsti prima dello smontaggio del confinamento e della riconsegna degli ambienti.

Ambiente di lavoro tecnico con attrezzature specialistiche
Nelle centrali termiche condominiali le coibentazioni di tubi e collettori sono spesso la fonte di amianto più insidiosa, perché in ambiente chiuso e frequentato dai manutentori.

Se sospetti materiale friabile, non toccare nulla

Un rivestimento che si sfarina, un cartone che si sbriciola dietro un radiatore, una coppella che si sgretola su un tubo: in questi casi la cosa peggiore che si possa fare e provare a rimuoverli o anche solo spostarli. Chiudere il locale, non usare l’aspirapolvere domestico e chiamare chi può valutare la situazione e la sequenza corretta. L’aspirapolvere di casa, in particolare, rimette in circolo le fibre attraverso lo scarico.

Dove si trova l’amianto friabile negli edifici

Rispetto al cemento-amianto, i materiali friabili sono meno diffusi ma molto più delicati. Nelle abitazioni private sono rari; si trovano soprattutto in edifici con impianti centralizzati e in strutture produttive o pubbliche costruite tra gli anni Sessanta e Ottanta. I casi più comuni:

  • coibentazioni di tubazioni e collettori nelle centrali termiche, spesso rivestite da un lamierino o da una fasciatura;
  • isolamenti di caldaie e serbatoi di acqua calda di vecchia installazione;
  • rivestimenti spruzzati su strutture metalliche, con funzione antincendio;
  • alcuni pannelli e controsoffitti di vecchia produzione;
  • guarnizioni, cordoni e tessuti isolanti negli impianti termici.

Per questi materiali l’impresa deve essere iscritta all’Albo Gestori Ambientali nella sottocategoria 10B. Se un manutentore ti segnala un rivestimento sospetto in centrale termica, la cosa da fare è non toccarlo e far eseguire un campionamento: la pagina sull’analisi dell’amianto spiega come.

Tubazioni datate in un sito industriale
Le coibentazioni di tubazioni e collettori nei locali tecnici sono la forma di amianto friabile più frequente.

Hai una centrale termica con tubazioni coibentate

Sono situazioni che vanno valutate sul posto, sempre. Chiamaci per un sopralluogo tecnico: dall’esito dipende un preventivo che può variare moltissimo.

Domande frequenti

Perché l’amianto friabile costa molto di più?

Perché il cantiere è completamente diverso: confinamento statico dell’area con teli e strutture, unità di decontaminazione per il personale, estrattori che tengono l’ambiente in depressione, monitoraggio ambientale e verifica di restituibilità a fine lavori. La manodopera per metro quadro è molte volte superiore a quella di una copertura.

Dove si trova amianto friabile a Bologna?

Soprattutto in centrali termiche condominiali e industriali, dove tubazioni e caldaie erano coibentate con materiale spruzzato o con coppelle; in alcuni controsoffitti e strutture metalliche protette con rivestimento antincendio; in edifici scolastici e pubblici costruiti fra gli anni Sessanta e Settanta.

Che abilitazione serve?

Per i materiali friabili e per i materiali d’attrito serve l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 10B, che comprende anche la 10A. Le imprese iscritte solo in 10A possono operare esclusivamente sulla matrice compatta.

Che cos è la restituibilità?

È la verifica, prevista dalla normativa, che l’ambiente bonificato possa essere restituito all’uso ordinario. Si esegue al termine dei lavori, dopo la pulizia e prima dello smontaggio del confinamento, con misurazione della concentrazione di fibre aerodisperse.

Sopralluogo tecnico

Descrivi il materiale, l’ambiente e la destinazione d’uso dei locali.

Campi con * obbligatori. Nessun impegno e nessun costo per il sopralluogo. Se preferisci parlarne subito, il numero è 348 976 3522.